Gino Menegazzo
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Conosco Gino da quando i banchi di scuola dell'Istituto Statale d'Arte di Udine ospitavano i nostri sogni e le nostre prime, audaci sperimentazioni. In quegli anni, tra matite e fogli da disegno, si forgiarono non solo le nostre competenze tecniche, ma anche una visione condivisa del bello e del suo potere trasformativo. Da allora, il tempo ha allungato le sue ombre, ma il filo che ci lega non si è mai spezzato.
Da circa un decennio, infatti, le nostre strade professionali sono tornate a incrociarsi nel campo dei trend. Insieme, abbiamo analizzato i mutamenti del gusto, decifrato i segnali deboli della cultura contemporanea e cercato di anticipare le direzioni che il design avrebbe preso. In questo percorso, ho avuto il privilegio di osservare da vicino la sua evoluzione professionale, fino a vederlo diventare il volto e la mente di E Trends Magazine a Milano, un punto di riferimento per chi, come noi, vive la ricerca estetica come una missione. Il Tempo come Materia di Progetto Il concept che domina la riflessione progettuale di Gino Menegazzo è il tempo nello spazio, osservato attraverso molteplici angolazioni: la moda, il design, l'arte. Un'esperienza che richiama lo "Sprofondare nel tempo fluttando nello spazio" celebrato nella monografia "1927 return of Italy", la mostra anacronistica di Salvatore Ferragamo a 10 Corso Como. Questo viaggio temporale prosegue nello showroom Modulnova di Corso Garibaldi 99, dove il concetto di abitare vive nell'assenza decorativa per raggiungere l'estasi filosofica. È qui che la visione "monolitica" degli arredi, con i suoi rimandi a "Odissea nello spazio 2001" di Kubrick, tenta di riconciliare gli sballottamenti temporali attraverso la sottile linea del dettaglio. Come il celebre monolito kubrickiano, gli arredi di Menegazzo si presentano come presenze impassibili e misteriose, catalizzatori di un passaggio di stato, di una evoluzione dello spazio domestico. La Metamorfosi delle SuperficiLa poetica di Menegazzo si sviluppa in una continua metamorfosi di superfici quasi assenti e volumi misteriosi che celano la creatività umana come enormi server. Conoscenza e mistero, illusione e funzione, tecnica ed estetica si fondono in un'unica espressione progettuale che trova le sue radici nella lunga esperienza professionale del designer. |